lunedì 10 marzo 2008

(Non) Fate la nanna!

Per molto tempo non ho voluto esprimere la mia opinione su un argomento del quale non mi sentivo competente, nel senso che ho 2 figli che non hanno MAI dormito.

All'inizio con l'allattamento a richiesta si svegliavano di continuo e perciò dormivano con me, poi i risvegli notturni sono continuati, per entrambi, fino ai 3 anni di età. Infine la situazione è decisamente migliorata. 3 anni sono tanti, direte voi, e se li moltiplicate per 2 fanno 6 anni di sonno perso, o comunque interrotto di continuo, per la sottoscritta. Un periodo difficile, pesante e con gravi ripercussioni sul mio sistema psichico e fisico.

Non ho mai voluto ricorrere ad alcun tipo di farmaco (lo sapete bene con quanta facilità vengono prescritti dai pediatri nopron e simili) e mi sono opposta con forza al metodo del dottor Estivill (Fate la nanna) con grande biasimo da parte delle amiche che mi consideravano leggermente retrograda. Non sono masochista, ci tengo a precisarlo.

Cercherò di chiarire il concetto:
- un bambino che non dorme è difficile da gestire, ed è dura per un genitore lavorare il giorno dopo aver fatto una notte in bianco.
- i metodi per farli dormire da soli, lasciandoli piangere nel loro lettino finchè non crollano (cry it out), sono convinta funzionino, ma è una forzatura, per il bambino e per la mamma che in questo modo anticipa il distacco dal figlio già dai primi mesi di vita e, nessuno me lo toglie di mente, crea al bambino paure e ansie. Forse se lo dimenticherà, dirà qualcuno, ma perchè devo far soffrire mio figlio, dico io, anche solo per un secondo, se posso evitarlo?
- sono metodi studiati perchè i ritmi di vita di oggi non permettono alternativa: dobbiamo tutti essere efficienti e non vengono accettate debolezze, quindi una mamma stravolta per non aver dormito la notte è inaccettabile nella nostra società in cui un aiutino (vedi nopron) lo si trova sempre.

Quindi se vogliamo vederla dal punto di vista delle mamme, il metodo 'fate la nanna' (in america conosciuto da anni come Ferber) sarà sicuramente utile, ma se la guardassimo dal punto di vista dei bambini? Loro hanno un bisogno continuo di contatto fisico con la mamma, e la mamma deve darglielo, è il solo modo per placare le loro ansie. E nessun Estivill potrà mai cambiare l'innato senso protettivo che ogni mamma porta con sè dal parto in poi, quell'istinto che al pianto di nostro figlio ci fa scattare sull'attenti anche se siamo a metri di distanza in un ambiente affollato e caotico.

Su NYCmoms c'è un articolo sull'argomento, e molti commenti di mamme bloggers. Anche oltreoceano ci sono varie scuole di pensiero sull'argomento e pare non abbia preso piede completamente il metodo di lasciarli piangere.

Mi aspetto, nel giro di qualche anno, qualche coraggioso studioso che pubblichi un testo dal titolo 'NON fate la nanna!'

p.s.> condivido in pieno anche questo articolo competente sull'argomento


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5 commenti:

Ale ha detto...

Ciao, anch'io avevo letto diverse opinioni sul co-sleeping e in linea teorica è tutto molto bello. Vero anche quello che c'è scritto nell'interessante articolo allegato: anch'io conoscevo già prima della pubblicazione in Italia del libro di Estivill un metodo che veniva chiamato "control crying" (che però veniva insegnato a pagamento) e che era esattamente lo stesso.
Io però non sarei così categorica. Bisogna sempre valutare le varie diverse situazioni. Io di figli ne ho 4, tra cui due gemelle. Avere due gemelli che non dormono per più di 15 minuti e per di più mai contemporaneamente è molto dura. Avere due gemelli come "primo figlio", sentirsi impreparate e inadeguate, essere in preda alla depressione post partum e non dormire mai può essere pericoloso.
Le mie gemelle hanno 13 anni, ormai. Ho avuto una brutta depressione dopo la loro nascita (avevo 26 anni). Per i figli più piccoli (che hanno solo 15 mesi di differenza tra loro) ho applicato il "metodo Estivill". Estivill non avrà inventato niente, ma ha il grande merito, a mio modo di vedere le cose, di aver diffuso il metodo, con un libretto economico e con poche, chiare regole. Quando ho avuto dei dubbi ho scritto e mi è stato risposto (via email).
Vorrei precisare che non è vero che i bambini si addormentano per sfinimento a forza di piangere. Non è così che funziona. Si lasciano piangere per UN MINUTO (ripeto: UN MINUTO!), poi si passa a 3 MINUTI. E non sempre sono 3 minuti di pianto. Sono tre minuti in cui si cerca di far capire al bambino come ci si addormenta. Tutto è graduale e non manca la consolazione da parte della mamma. I miei figli non si sono mai sentiti abbandonati. Quando le mie grandi non dormivano, le ho sentite piangere anche tutta la notte. A volte non ce la facevo ad alzarmi e lì davvero si sfinivano. I miei piccoli hanno imparato gradualmente, dolcemente e fin dalla prima notte. Per me, è stato il più bel regalo vederli augurare la buonanotte col sorriso sulle labbra e dormire tranquilli e sereni. Perché questo è il risultato.
Ho un forum di famiglie con gemelli. I miei figli piccoli li ho allattati e so quanto sia bello e appagante (ed economico) per tutti. Eppure, spesso le mamme di gemelli - com'è successo anche a me - non riescono. Per questo vengono colpevolizzate all'inverosimile. Ebbene, io credo che se una mamma non se la sente perché è troppo stressante o anche solo perché è stufa di provare o di averli attaccati tutto il giorno, deve passare al LA senza sensi di colpa. Anche per il bene dei suoi figli.
Scusa se mi sono dilungata troppo, in ogni caso, credimi, ho apprezzato la tua opinione.

Ciao.

theitalianmom ha detto...

grazie per il tuo preziosissimo commento.

mi rendo conto che la situazione di gemelli deve essere molto impegnativa, certo che hai avuto una bella forza a farne altri 2 dopo... io non ce l'avrei fatta!

ho visto il tuo sito, complimenti!

Ale ha detto...

Sì, ma ho fatto passare ben sette anni... ;-)

Grazie per la risposta e a rileggerci :-)

orma ha detto...

Io ho applicato il co-sleeping, perlomeno con la prima, la seconda ha deciso autonomamente da subito che preferiva dormire da sola, nonostante le mie insistenze a farla dormire con noi.
Ora dormono da sole e tutta la notte, la iccoletta si sveglia un po' troppo presto il sabato e la domenica mattina, ma questo è un altro discorso.
Io ho cercato di seguire le inclinazioni/esigenze delle mie piccole e devo dire che così abbiamo sempre dormito tutti serenamente, con 2 figlie le mie notti tragiche penso siano state meno di 5 e questo mi fa diire con assoluta sicurezza che il metodo che abbiamo applicato sia stato il migliore possibile per noi.
Quello che penso è che non ci sia un metodo valido in assoluto, ma che vada cercata la soluzione più adatta a tutta la famiglia, soprattutto il benessere psico-fisico di mamma e figlio.

ITmom ha detto...

orma, concordo con te. forse le mamme più che leggere libri e ascoltare troppo i pediatri dovrebbero imparare a seguire il proprio istinto. il problema è che le interferenze di amiche/parenti etc si fanno sentire dal primo giorno in cui scopri di essere incinta.